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Malachite Gatto Stregone

Malachite è un gatto stregone.
Come se ciò non bastasse a fare di lui un emarginato, ha anche avuto la sventura di nascere completamente nero.
Voi direte che nessun colore è più adatto al manto di un gatto stregone, e tutto sommato si potrebbe anche dire che ciò corrisponde a verità.
Pensate alle immagini delle Streghe che avete visto in vita vostra, chi si può scorgere quasi sempre al loro fianco se non un gatto del tutto nero?
Quindi appare logico pensare che un gatto stregone non possa essere altro che di quel determinato colore.
Malachite tuttavia non è dello stesso avviso.
Già il suo percorso spirituale lo espone a maldicenze, diffidenze e timori, l'essere anche di colore nero lo tramuta automaticamente in un essere diabolico in quanto, Stregoneria+gatto nero equivalgono a Male+Demonio.
Questo pensa la gente superficiale ed ignorante.
Quando Malachite va in giro per la città in “incognito”, cioè senza cappello e scopa da stregone, le cose migliorano solo in minima parte.
Magari la gente non scappa facendosi il segno della croce, non vengono chiamate le forze dell'ordine profano o Sacro (Vigili-Polizia-Sacerdoti-Suore) tuttavia l'accoglienza raramente è gentile.
La maggior parte delle persone quando lo incontra, compie segni scaramantici, dai più discreti a quelli più plateali, si tocca in luoghi non proprio eleganti, si ferma attendendo di venire sorpassata da qualcun' altro, cambia strada, o si spaventa terribilmente.
Per un gatto nero complimenti e parole buone sono una rarità da segnare sul calendario.
Così Malachite pensò bene di usare le sue conoscenze magiche in modo egoistico e non altruistico come invece sarebbe regola fare, e di inventarsi una nuova vita, cambiandosi di colore il mantello.
Divenne bianco come la neve appena caduta, e tutti cominciarono a fargli complimenti e carezze.
Ad avvicinarsi anziché fuggire.
A stendere le mani per accarezzare e non per lanciare scongiuri.
Ci prese gusto Malachite a cambiare colore, divenne rosso, grigio mutò in tutti i colori possibili, poi passò alle varie combinazioni di striature, macchie, sfumature.
E sempre veniva accolto con benevolenza.
Osò persino uscire con cappello e scopa, quel giorno sfoggiava una livrea color cipria da fare invidia a qualsiasi gatto.
Tutti pensarono che era eccentrico, spiritoso, simpaticissimo in quella insolita mise.
Nessuno vi vide alcunché di maligno.
Ritornato a casa dopo quella trionfale giornata però, Malachite si sentì vuoto e solo.
Profondamente deluso.
Sapeva da tempo che la gente si comportava così solo per via del suo non essere più nero.
Riprese quindi la sua tinta naturale ed iniziò a camminare a testa alta tra la gente, non voleva più svendere la sua identità per ricevere favori da esseri così ignoranti, da non comprendere che non è il FUORI a contare, ma il DENTRO.
E che ciò che tu sei, la tua identità, vale più di qualsiasi altra cosa.